Thomas Sydenham, autorevole medico del XVII secolo, era solito affermare che ‘l’arrivo di un buon clown esercita, sulla salute di una città, una influenza benefica superiore a quella di venti asini carichi di medicinali’.

Che il riso abbia effetti positivi e terapeutici è oramai ampiamente risaputo e dimostrato: c’è chi parla di un tonico esercizio muscolare, chi di fenomeno purificativo delle vie respiratorie superiori. Ridere può far cessare una crisi d’asma, può rilassare le fibre dei bronchi, agevola la respirazione e gli scambi polmonari, abbassa persino il tasso di grasso nel sangue. Tutto il corpo che ride si distende. Da quando si inizia a ridere, il cuore e la respirazione accelerano i ritmi, la tensione arteriosa cala e provoca una tale ginnastica addominale che massaggia in profondità l’apparato digestivo. E inoltre distrae dal dolore, fa passare l’insonnia e aumenta l’ottimismo…  La clown terapia oggi è  ampiamente nota grazie al medico Patch Adams che ci insegna che a volte la cura più valida è la speranza, l’amore, il rilassamento e la semplice gioia di vivere.

La clown terapia è efficace per migliorare lo stato psicologico degli anziani, li aiuta ad affrontare con spirito positivo la malattia e la degenza. 

Anche la riabilitazione cognitiva e comportamentale, nella demenza senile e nell’Alzheimer, può beneficiare dell’apporto del clown, specialmente attraverso il lavoro sugli aspetti motivazionali che ne costituiscono il carburante indispensabile: stimolare la curiosità dell’anziano, qualche volta teneramente infantile e sostenere l’interesse residuo per molti o alcuni aspetti della vita, può costituire un valido appiglio per rallentare peggioramenti e degenerazioni.

E dal punto di vista dell’operatore socio sanitario, essere clown è tirar fuori, dal profondo del cuore, la gioia del donare ciò che si ha, è anche semplicemente la capacità di strappare sorrisi o di vivere con allegria. Il clown dottore  infatti è un operatore socio sanitario che, dopo una opportuna formazione in clown terapia, è capace di leggere il clima dell'ambiente e lavora assieme al malato e alla sua comunità per mutare segno alle emozioni negative, per aiutarli a gestirle, esprimerle e mutarle in positivo, trasformandole in sorriso, coraggio, speranza. 

Tutto questo ci ha indotti a promuovere negli operatori della Fondazione Santa Clelia Barbieri questa arte antica capace di portare pillole di buonumore e risate, che ridona ai nostri anziani … lo stupore dei bambini !!